14 -21 luglio 2019

Anche quest'anno sono salita per il turno al giardino a metà luglio, stagione ricca di fioriture. Io e Pepita siamo salite con un tempo incerto, carico di gocce di acqua pronte a inumidirci la salita. Certo... non ci saremmo aspettate che quelle gocce annunciassero una parentesi invernale... Lunedì mattina ci siamo svegliate in un silenzio ovattato: il giardino era ricoperto di neve! Dopo un pomeriggio di vento e pioggia è comparsa una grande luna a rischiarare la notte e da martedì le nuvole si sono alternate al sole fino alla domenica. Nella settimana sono sbocciati molti fiori, come la grande campanula delle pietraie la Campanula alpestris, la piccola Genziana nivalis, l'Arnica montana, la Valeriana, il tarassaco alpino e tantissime nigritelle. Le piccole pinguicole dalla corolla violetta erano ancora presenti sul terreno umido, incuriosendo piccoli e grandi visitatori.

Sono state molte le visite al giardino e molti anche i bambini che sono andati via pieni di gioia e di entusiasmo. E' stato bello ospitare ben 3 gruppi del CAI di Roma, bambini e ragazzi camminatori ospiti del rifugio Jervis alla scoperta del mondo alpino. 

Il giardino botanico è un luogo di emozione e di riflessione, dove fermarsi, ascoltare, respirare la bellezza spontanea e selvatica di un luogo ancora, e speriamo per molto, incontaminato.

Un pensiero sempre al suo padre spirituale prima che realizzatore Bruno Peyronel, di cui riporto alcune sue parole:

"Nessuno, pensiamo, è capace di trattenere un moto di ammirazione, se non addirittura di entusiasmo, quando nel corso di una passeggiata in montagna, si imbatte in un gruppo di quelle vere e proprie gemme che sono i fiori alpini. Chi non ha provato un fremito di commozione dinnanzi un cespo di azzurre genzianelle, o ad una distesa di rododendri in fiore, o dinnanzi al miracolo di una fragile campanula sbocciata sulla severa, arcigna superficie di una roccia nuda?"

Arianna

data: 
Tuesday, July 30, 2019