16-18 Luglio e 1-10 Agosto -Alessandro

16-18 Luglio e 1-10 Agosto -Alessandro

Quest’anno, per la prima volta, ho svolto dei turni in solitaria al Giardino, dato che coloro che mi introdussero al Peyronel quest’anno erano impiegate in altri lidi!
 
Un primo mini-turno a luglio mi ha permesso di conoscere i nuovi inquilini del rifugio Barant e trascorrere una bella serata di osservazioni stellari con l’associazione di astrofili. Ho condiviso la terza e ultima giornata con Roberto, che ha fatto valere la sua migliore abilità nel cucinare le zucchine! La domenica, dopo un ultimo accompagnamento in coppia mi sono incamminato per un lungo trekking ad anello di tre giorni fino ai 13 laghi in val Germanasca, dalla quale sono tornato, derubato da una volpe!
Salutata Fabrizia sulla via del ritorno, termina ufficialmente la mia prima permanenza in zona.
 
Il secondo turno, una lunga permanenza di 10 giorni è iniziata di sabato con musica dal vivo in serata al Barant, per poi proseguire nelle giornate successive con tanti accompagnamenti di gente particolarmente interessata; con il Barant aperto alcune visite si sono protratte fino a orari più tardivi di quanto accadeva nei due anni passati.
Soltanto due sono state le giornate di pieno sole, per il resto tempo uggioso e umido alternato a schiarite, cosa che però mi ha concesso di osservare la Salamandra di Lanza per più serate consecutive!
Le notti, quasi sempre molto pulite, hanno rivelato Via Lattea, stelle cadenti e tanto buio (la luna era altrove).
 
L’arrivo delle vacche di Catalin ha caratterizzato questo turno, salite prima del solito (già il 2 agosto) rendendo assolutamente nulli gli avvistamenti dei camosci che vedevo frequentemente gli anni passati e rendendo più timide le marmotte, con i loro allarmi alla vista del cane da guardiania.
Il 1° agosto ho visto scorrazzare per la prima volta due caprioli, che sono poi tornati a quote inferiori con l’arrivo della mandria.
 
I campanacci hanno scandito le giornate, dandomi la sveglia alle 6 del mattino e tenendo compagnia fino alle 5/6 del pomeriggio. Ho provveduto a ripristinare la funzionalità della vasca/abbeveratoio esterna, spalando via i detriti e riempiendola d’acqua per evitare il più possibile problemi con le vacche. In effetti esse si sono sempre recate volentieri a bere alla vasca, ma con l’aumento progressivo dei capi di bestiame in zona giardino nei giorni successivi, non è più stato possibile soddisfarle tutte in quanto l’acqua non bastava, mettendomi di fronte a un paio di “sfondamenti” del perimetro.
 
Una giovane muccona in particolare si è fatta sottile passando dalla porticina in due differenti occasioni, precipitandosi, peraltro, sul veratro, mangiandone una parte. Ne sono rimasto sorpreso, data la nota velenosità della pianta: che siano stati lo stress nutrizionale o quello idrico a portarla a questa strana scelta? Comunque, si è trattato di brevi incursioni, le vacche temerarie sono state prontamente espulse! Per il esto, puntualmente alle 4 del promeriggio, tutte con gli occhioni languidi oltre la recinzione, desiderose di entrare!
 
Altri avvistamenti soprattutto legati al mondo degli invertebrati: le lunghe limacce nere, Orinocarabus baudii e Carabus problematicus la notte, libellule, farfalle, sirfidi e vespe di giorno, queste ultime particolarmente attratte dai fiori di Saxifraga aizoides. Tornando ai vertebrati, i soliti codirossi, culbianchi, rane rosse e lucertole muraiole.
 
Ho passato queste giornate tra visite guidate, disegni, parole crociate e pulizia di un centinaio di stecche metalliche dal vecchio silicone (ora pronte per accogliere i nuovi cartellini in stampa). Ho continuato la complicata opera di rimozione di microframmenti e striscioline del vecchio telone smembrato che copriva la legnaia, in particolare, aver visto una povera salamandra di Lanza rientrare nella sua tana un mattino con dei piccoli frammenti di quella plastica temporaneamente adesi sulla sua pelle è stato di grande motivazione per operare in modo estremamente puntiglioso.
Dopo questa scena ho deciso di rastrellare a fondo tutto lo spazio di fronte alla legnaia, riordinando l’area, ma la plastica nascosta tra le piante erbacee e i cardi prospicenti la legnaia e la casetta è ancora tanta. Sicuramente poi, qualche altro frammento si nasconderà nelle parti più interne della catasta di legno, quelli verranno alla luce man mano che si andrà a bruciare tutto.
 
Coprire due turni in periodi differenti mi ha consentito di osservare le differenze nella flora del Giardino, con l’impressionante diminuzione delle grandi fioriture di luglio, che hanno lasciato spazio alle fioriture di carline, eufrasie e parnassie, tipiche di agosto. Adesso sarei curioso di partecipare ad un turno di apertura di fine giugno/primi di luglio, evento che ancora mi manca! Le fioriture di agosto hanno rivelato comunque delle sorprese, come una Phelipanche purpurea e due nuovi Chamaenerion (epilobi) mai stati cartellinati in precedenza, piante per le quali ho mantenuto una fitta corrispondenza le sere al Barant con la nostra cartellinatrice Ginevra al fine di farne una determinazione sicura e una “cartellinizzazione” definitiva.
 
Un problema finale di aria nelle tubature ha complicato il mio ultimo giorno, ma con l’aiuto del compagno della mia sostituta del turno successivo, Simona, l’acqua è tornata, Saluto il Giardino e i suoi abitanti! È arrivato il momento di tornare a casa!
 
Alessandro

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